Mezzolani ha solo ascoltato con garbo e cortesia: ma non ha fornito alcuna risposta

Prosegue l’organizzazione della manifestazione

Cingoli, 30 marzo 2013. Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro che si è tenuto ieri in Regione, tra i rappresentanti del Comune di Cingoli e l’assessore regionale alla sanità Mezzolani.

Il sindaco di Cingoli Saltamartini che era accompagnato dall’assessore Ippoliti e dal consigliere Leonardo Lippi ha esposto la posizione della nostra città. Posizione che, nel dettaglio, è stata sostenuta anche dal dottor Ippoliti e dal professor Lippi.

La sostanza è quella che tutti conoscono. Cingoli non può rinunciare al suo Ospedale di zona nè può accettare che i 20 posti del Reparto per acuti (oggi accorpato) sia addirittura completamente soppresso e trasformato in Reparto di lunga degenza da 40 posti letto. Non possiamo neppure accogliere la proposta della Regione che vorrebbe sopprimere il pronto soccorso (nel lingiaggio tecnico P.P.I. Punto di primo intervento), per sostituirlo con una unità, con medico a bordo nelle 24 ore (ambulanza con medico e personale sanitario a bordo).

Il motivo è evidente: se l’ambulanza è richiesta per un intervento a Botontano piuttosto che ad Apiro o Poggio San Vicino il pronto soccorso di Cingoli rimane sfornito di un sanitario. E, come sostiene il dottor Ippoliti, l’ambulanza, con un semplice ordine di servizio, può essere spostata in una qualunque altra città, con la conseguenza che rischiamo di non avere più né il pronto soccorso né l’ambulanza.

Ma non si è trattato solo di una semplice rivendicazione, di un singolo eloquio. Con dati matematici e oggettivi, il dottor Ippoliti ha dimostrato come questa ristrutturazione non determini nessuna riduzione di spesa. Anzi, aggraverà i costi di trasporto delle persone che, ricoverate in lungodegenza, avranno bisogno di trattamenti per acuti (medicina).

D’altra parte, il consigliere Lippi, ha sottolineato come l’Ospedale di Cingoli figurasse tra quelli montani e, quindi la sua esclusione, risulta del tutto arbitraria ed inopportuna.

Nell’occasione, è intervenuto anche l’assessore regionale Luca Marconi, il quale ha ascoltato con grande attenzione le sollecitazioni che sono state espresse dagli interventi della delegazione cingolana.

L’assessore Mezzolani, nel ribadire l’esigenza e l’urgenza di ridimensionare la spesa sanitaria regionale nel suo complesso, in conseguenza del necessario taglia della spesa pubblica, taglio imposto da leggi nazionali, non ha fornito alcuna risposta alle nostre rivendicazioni, limitandosi di fatto, ad ammettere che, il piano può essere ancora migliorato.

Tuttavia, il pessimismo è d’obbligo, poiché nella discussione è trapelata la difficoltà di accogliere le nostre rivendicazioni, per paura che queste possano essere sposate anche da altre realtà.

Naturalmente, il piano rivendicativo che era stato stabilito nell’assemblea dei cittadini, va avanti e nei prossimi giorni inizierà la raccolta delle adesioni per la mobilitazione che dovrà portare ad Ancona in regione 5000 cittadini della nostra città, senza cui – sottolinea il sindaco- noi rischiamo di essere completamente travolti da una riforma ingiusta, ingiustificata ed iniqua.

Sul punto della montanità -ha sostenuto il sindaco- non ci può essere discussione, perché la previsione della protezione dei Comuni di Montagna è contenuta nell’articolo 44 della Costituzione e nessuno, nessuna legge regionale, nessun Assessore, nessun Presidente della regione, nessuna legge dello Stato potrà ignorare il precetto costituzionale.

Dobbiamo, pertanto, essere pronti a difendere questo nostro diritto, perché è un diritto inequivocabile che non può essere assoggettato a nessun compromesso!

Il Sindaco – invita per tutto questo – tutti i cittadini a far sì che la città si possa stringere intorno al suo Ospedale e, intorno al “nostro” personale sanitario che, in questi ultimi anni, sta dimostrando con tenacia e attaccamento al servizio istituzionale, quanto sia importante questa struttura per la nostra città.

Contenuto inserito il 30/03/2013
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